Geografia della Toscana
Dal punto di vista umano, economico ed elettorale, la Toscana occupa una posizione di cerniera tra il Nord e il Mezzogiorno. Quasi chiusa a nord e a est dalle montagne dell’Appennino e aperta verso la vasta pianura del Lazio romano, questa regione è troppo varia per formare un insieme omogeneo.
A sud, nei dintorni di Siena, verso l’abbazia di Monte Oliveto, si trovano le celebri Crete Senesi, risalenti all’epoca in cui tutta la regione era coperta dal mare.
Queste terre fertili scendono dolcemente verso la Val d’Orcia e permettono la coltivazione di grano, girasole, olivo e vite, prima di incontrare la regione vulcanica dell’Amiata.
A ovest, le Colline Metallifere segnano il confine tra la Maremma e la Toscana, oltre le verdi valli e i boschi della Montagnola e della Val di Merse, terre di taglio e sfruttamento del legname.
Al centro, tra Siena e Firenze, il Chianti è una terra di vigneti, ma anche di alberi da frutto e olivi. La ricchezza di questo vino, composto per oltre 90 % dal vitigno sangiovese, dipende dal substrato, formato da depositi sabbiosi, pietrosi, argillosi e arenacei, e dai microclimi determinati dalla grande varietà di esposizioni dei vigneti.
La Val d’Arno è l’asse principale, se non l’unico, della regione: concentra da sola la maggior parte degli insediamenti delle due aree. Attraversata da un capo all’altro dall’Autostrada del Sole (A 1), è il cuore delle attività toscane.
Il fiume Arno
Lungo appena 241km, l’Arno nasce sul Monte Falterona (1385m), nell’Appennino, poi descrive un’ansa verso sud, attraversa Firenze e scorre verso ovest passando per Empoli, Pontedera e Pisa. Nel tratto finale scende verso il Mar Ligure, dove sfocia a 10km, a nord di Livorno. A Firenze il fiume separa le due rive: l’Oltrarno (riva sinistra) e il Lungarno (riva destra).
Ogni anno, in ottobre e novembre, il livello dell’Arno sale inesorabilmente, senza provocare esondazioni. Alcuni osservatori ritengono tuttavia che il rischio di una nuova catastrofe non sia del tutto scongiurato. Nonostante i lavori di canalizzazione avviati dopo 1966 e la costruzione degli argini, secondo loro Firenze non sarebbe ancora al riparo da una nuova alluvione distruttiva.
Intorno al 1503-1504, Leonardo da Vinci presentò alla città di Firenze un progetto per deviare l’Arno e costruire una sorta di canale che collegasse la città dei Medici al mare. La preoccupazione di Leonardo era la stessa di oggi: evitare le terribili alluvioni!
Fonte: www.routard.com